Haiti: a pochi giorni dall’inizio “teorico” dell’anno scolastico centinaia di istituti risultano distrutti o chiusi per la violenza delle bande, Governo inerte

A pochi giorni dal rientro a scuola del 2026, ad Haiti mancano del tutto le condizioni per un avvio effettivo dell’anno scolastico, fissato per il 7 settembre. Lo denuncia, secondo quanto riporta l’agenzia Alter-presse, l’Unione dei genitori di studenti progressisti haitiani (Upeph), la quale denuncia l’inerzia del Governo per garantire il diritto allo studio di bambini e giovani, nel contesto di violenza e crisi economica.
Secondo l’associazione, il Governo non avrebbe ancora pagato i dipendenti della funzione pubblica, mentre le rette degli istituti privati sono aumentate anche del 50%. Ancora, centinaia di scuole pubbliche distrutte non sono state ricostruite né riparate, nonostante le dichiarazioni del Governo. Un’indagine dell’organizzazione pubblicata a maggio 2026 rivela che la situazione delle scuole pubbliche resta critica in diversi dipartimenti. Nel Sud-Est, 60 scuole devono essere ricostruite e 55 altre riparate, ma nessuna azione è stata intrapresa. Nella Grande Anse, 29 scuole distrutte dall’uragano Melissa non sono ancora state ricostruite. Nel Nord-Ovest, 27 scuole necessitano di una ricostruzione. Nel Nord-Est, 26 istituti devono essere ricostruiti, ma nulla è stato fatto. Nel Nord, 10 scuole restano da ricostruire. La violenza delle bande ha portato alla chiusura di 1.700 istituti e alla distruzione di più di 500 altri, sulle 18.241 scuole del Paese, denuncia l’Upeph. Centinaia di scuole private hanno chiuso, centinaia di insegnanti sono disoccupati, e più di 1,7 milioni di persone sono fuggite dalla zona metropolitana.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa