Guerra ibrida e droni in Europa: mons. Crociata (Comece), “non si può non essere preoccupati”. “Rischio più grande è errore di calcolo o di manovra”

“Non si può non essere preoccupati di fronte a episodi inquietanti che caratterizzano quella che qualcuno chiama ‘guerra ibrida’”. Anche i vescovi dell’Unione europea seguono con preoccupazione il clima di tensione che si sta vivendo in Europa, a causa delle incursioni di droni russi sul territorio europeo. Ad esprimerla in un’intervista rilasciata al Sir è mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea (Comece) che lancia però un monito: “Nulla di quanto viene registrato come minaccioso o preoccupante sul piano della sicurezza deve essere tuttavia giudicato sbrigativamente, bensì esaminato e valutato attentamente. La preoccupazione nasce in particolare dal vedere crescere il clima di tensione tra singoli paesi e in tutta Europa e dai rischi a cui quei fatti e quel clima ci espongono. Il rischio più grande è quello di una reazione non adeguatamente ponderata o di un errore di calcolo o di manovra che faccia compiere atti suscettibili di scatenare nuovi conflitti”. Da qui, mons. Crociata lancia un duplice appello: “Il primo – dice – è quello della gestione delle reazioni. Noi riteniamo che questo è il momento in cui vigilare di più e meglio, conservando il controllo e mantenendo la calma. Va evitato di prendere parola e di prendere decisioni sull’onda delle emozioni suscitate da fatti anche gravi per la minaccia che rappresentano per la sicurezza. Accanto a questo però è necessario avere la capacità di mandare un messaggio, all’interno e all’esterno, di determinazione, di chiarezza di obiettivi, soprattutto di unità e compattezza. Questa è la migliore deterrenza. Ma purtroppo proprio questo è ciò che più latita”.

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