“Scendere dal monte, per essere mandati alla gente delle vostre terre”. È il compito affidato dal Papa ai seminaristi del Pontificio seminario regionale pugliese “Pio XI” di Molfetta e del Seminario vescovile di Aversa. “A quelle famiglie che tirano avanti con fatica, ai ragazzi che a vent’anni fanno la valigia per cercare lavoro, agli anziani soli, agli emarginati, a coloro che hanno smarrito il senso dell’esistenza”, i destinatari indicati da Leone XIV, secondo il quale “il sacerdote è mandato a tutti perché a tutti annunci la bellezza della fede in Gesù Cristo, la buona notizia della nostra salvezza”. “Prima di salutarci voglio dirvi grazie”, ha concluso il Papa: “Grazie, a nome della Chiesa, per il ‘sì’ che avete pronunciato e che ogni giorno tornate a pronunciare: non è facile, né scontato nel mondo di oggi, e la Chiesa lo sa bene”. Oltre ai formatori, per il loro “ministero delicatissimo”, il Pontefice ha rivolto un ringraziamento particolare alle famiglie dei seminaristi: “Una vocazione non nasce mai senza un contesto adatto, e spesso ha bisogno di una casa, di genitori che pregano e che sanno lasciar andare. A voi, care famiglie, la riconoscenza mia e di tutta la Chiesa”.