Pace: Centro La Pira Cassano allo Ionio, il dovere delle città in un tempo in cui la storia sembra tornare indietro

“C’è un tempo in cui la storia sembra tornare indietro. Si è tornati a parlare di riarmo come se fosse inevitabile, di deterrenza come unica lingua, di confini come muri. Bisogna tornare a Giorgio La Pira”. Lo afferma, Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi “Giorgio La Pira” di Cassano All’Ionio. “Non per nostalgia ma per necessità. I Colloqui Mediterranei e l’incontro dei sindaci, oggi, quelle intuizioni bruciano più di allora. Mentre il Mediterraneo torna a essere mare di armi e non di incontri, la frase di Papa Leone XIV – aggiunge  – ‘una pace disarmata e disarmante’ suona come un’eco: disarmare le mani per iniziare a disarmare i cuori, come diceva La Pira citando Isaia. Da Firenze a Gerusalemme, il cerchio si chiude. La Pira lo aveva scritto: ‘La pace non verrà da un decreto, ma da una vocazione delle città'”. Per questo il cammino “torna proprio a La Pira. Perché è lì che tutto è iniziato. E perché è da lì che può ricominciare: se le città si parlano, il mondo può respirare. I sindaci, hanno il dovere di provarci”.

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