“Le violenze in corso continuano a mettere in pericolo i civili, provocare nuovi sfollamenti e aggravare i bisogni umanitari”. È l’allarme dell’Ocha-Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari sulla situazione in Sudan, dove i combattimenti e gli scontri intercomunitari stanno colpendo soprattutto le regioni del Kordofan e del Darfur. Nel Nord Kordofan, fonti locali riferiscono dell’uccisione di almeno 16 civili in un attacco contro il villaggio di Al Musalamiya, vicino ad Al Rahad, mentre nel Sud Kordofan scontri armati hanno causato vittime, feriti, nuovi sfollamenti e incendi di abitazioni. Nel Nord Darfur, attacchi con droni hanno provocato feriti e danni nella città di Mellit, mentre un convoglio commerciale di aiuti alimentari sarebbe stato colpito durante il viaggio nella località di Um Kadadah. La crescente insicurezza si riflette anche sull’emergenza alimentare. Il Pam/Wfp-Programma alimentare mondiale segnala un rapido peggioramento della situazione a El Obeid, nel Nord Kordofan, dove quasi 400mila persone nei distretti di Sheikan, Bara e Gharb Bara affrontano livelli di fame d’emergenza. In Darfur centrale, una valutazione degli operatori umanitari ha indicato il cibo come priorità per circa 236 mila sfollati, mentre nel Sud Darfur quasi 4 mila famiglie hanno bisogno urgente di ripari e beni essenziali dopo le recenti violenze. L’Ocha rinnova l’appello alla protezione dei civili e delle infrastrutture e chiede maggiori risorse per rispondere a una crisi sempre più grave. L’appello umanitario Onu per il Sudan, infatti, resta sottofinanziato: finora sono stati raccolti 1,1 miliardi di dollari sui quasi 2,9 miliardi necessari.