“Siamo profondamente preoccupati per la ripresa delle ostilità e per la rinnovata escalation in gran parte della regione. Un’immediata de-escalation è essenziale”. Con queste parole il portavoce delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, ha rilanciato l’appello dell’Onu a fermare l’escalation militare tra Stati Uniti e Iran, giunta alla seconda settimana di combattimenti. Come riferisce il sito delle Nazioni Unite, “la protezione dei civili e delle infrastrutture civili è fondamentale” e tutte le parti coinvolte devono rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario, in particolare i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione. L’Onu esprime inoltre forte preoccupazione per le nuove minacce dei ribelli Houthi nello Yemen contro l’Arabia Saudita e la libertà di navigazione nel Mar Rosso, uno scenario che rischia di allargare ulteriormente il conflitto. Dujarric ha avvertito che un nuovo blocco delle rotte marittime avrebbe conseguenze pesanti sia sul trasporto degli aiuti umanitari sia sul commercio mondiale, già messo sotto pressione dalle difficoltà nello Stretto di Hormuz. A pagare il prezzo più alto sono ancora una volta i civili. “In tutto il Medio Oriente le popolazioni sono tornate a vivere nella paura e nell’incertezza di attacchi ripetuti”, ha dichiarato la direttrice regionale dell’Oms-Organizzazione mondiale della sanità, Hanan Balkhy. Secondo le autorità sanitarie iraniane, citate dall’Oms, nel mese di luglio almeno 50 persone sono morte e oltre 500 sono rimaste ferite, tra cui donne e bambini. Colpite anche infrastrutture essenziali: un impianto di desalinizzazione nella provincia di Hormozgan ha interrotto la fornitura di acqua potabile a migliaia di persone, mentre esplosioni nei pressi dell’ospedale Baqaei hanno imposto l’evacuazione precauzionale di bambini in cura per patologie oncologiche. Preoccupazione anche sul fronte nucleare. L’Aiea-Agenzia internazionale per l’energia atomica sta verificando le notizie relative a un attacco contro il sito della centrale di Darkhovin, ancora in costruzione. Pur escludendo rischi radiologici immediati, il direttore generale Rafael Mariano Grossi ha rinnovato l’invito alla “massima moderazione militare” in prossimità di tutti i siti nucleari. Nel frattempo anche Qatar e Kuwait registrano vittime, feriti e danni alle infrastrutture energetiche, confermando come il conflitto stia assumendo una dimensione sempre più regionale.