Gaza: l’Alto Commissariato Onu per i diritti umani denuncia l’intensificarsi degli attacchi israeliani contro i civili

“Nove mesi dopo l’annuncio del cessate il fuoco, a Gaza non esiste ancora alcun luogo sicuro per i palestinesi”. È l’allarme lanciato dall’Ohchr-Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, che denuncia una nuova intensificazione degli attacchi israeliani sulla Striscia. Come riferisce l’Ohchr, negli ultimi giorni decine di palestinesi, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi o feriti in raid che hanno colpito edifici residenziali, una tenda per sfollati interni e altre aree densamente popolate. Dal 13 al 20 luglio l’Ufficio ha documentato la morte di almeno 57 palestinesi, tra cui 6 bambini e 8 donne. Tra il 17 e il 18 luglio, 10 attacchi condotti a Gaza City, nel centro e nel nord della Striscia e a Khan Younis hanno provocato almeno 21 vittime. In uno dei raid è stata sterminata un’intera famiglia: padre, madre e 3 figli di 8, 15 e 17 anni. Secondo l’Ohchr, l’uccisione di civili in questi attacchi solleva serie preoccupazioni per continue violazioni del diritto internazionale umanitario, crimini di guerra e altri possibili crimini atroci. L’Ufficio ricorda inoltre che, secondo le autorità sanitarie della Striscia di Gaza, dall’ottobre 2025 oltre 1.100 palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israeliano. Rivolgendo un appello alla comunità internazionale, l’Ohchr chiede agli Stati di agire con urgenza per garantire il pieno rispetto del cessate il fuoco, porre fine alle violazioni e assicurare responsabilità e giustizia.

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