Il politico della Cdu tedesca (Unione cristiano democratica) Jens Spahn, con suo marito, hanno recentemente annunciato la nascita di un figlio, ingenerando nel Paese un dibattito sulla maternità surrogata: il bambino è nato negli Stati Uniti da una “madre surrogata”. La pratica è illegale in Germania. Il partito di Spahn si oppone alla legalizzazione della maternità surrogata e ha ribadito questa posizione durante l’ultimo congresso federale. Spahn ha dichiarato venerdì scorso in un podcast di aver riflettuto a lungo sulla questione, e sabato scorso ha comunicato al gruppo parlamentare congiunto Unione cristiano democratica e Unione cristiano sociale (Csu), tramite lettera, le sue dimissioni dalla carica di capogruppo al Bundestag. “Negli ultimi giorni, ho capito che la mia felicità personale, la creazione di una famiglia con mio marito e la nascita di mio figlio, è incompatibile con il mio incarico politico”, ha comunicato Spahn. Molti gli interventi sulla decisione del politico cattolico di ricorrere alla maternità surrogata: il teologo morale di Ratisbona, Rupert Scheule, e l’esperto di etica sociale di Berlino, Andreas Lob-Hüdepohl, hanno espresso critiche sulle motivazioni e sull’impatto della scelta sulla comunità dei fedeli, anche alla luce dei dubbi sui problemi legati allo sfruttamento delle madri surrogate; il vescovo di Passau, monsignor Stefan Oster, sulla sua pagina internet ufficiale ha considerato la scelta di Spahn “un passo che noi, come comunità religiosa, non potremo mai appoggiare”; il gesuita Klaus Mertes, presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione “Konrad Adenauer”, ha espresso il convincimento che fosse fondamentale il passo politico delle dimissioni di Spahn da capogruppo al Bundestag. Le prime richieste di dimissioni erano giunte dalla Frauen Union, l’organismo unitario delle donne della Cdu.