“Quello a cui stiamo assistendo è un cambiamento profondo: gruppi criminali che un tempo operavano entro i propri confini geografici e nel proprio settore illecito oggi agiscono contemporaneamente in più mercati, facendo affidamento sulle stesse reti di servizi”. È l’allarme lanciato da Delphine Schantz, rappresentante regionale dell’Unodc-Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, alla presentazione a Bangkok del rapporto “An interconnected criminal ecosystem: transnational organized crime threat assessment for Southeast Asia 2026” (“Un ecosistema criminale interconnesso: rapporto di valutazione delle minacce della criminalità organizzata transnazionale nel Sud-Est asiatico – 2026”). Come riferisce l’Unodc, la criminalità organizzata nel Sud-Est asiatico si è trasformata in un sistema transnazionale altamente tecnologico, capace di minacciare governance, stabilità economica e sviluppo ben oltre la regione. Il rapporto descrive un ecosistema criminale integrato che condivide infrastrutture finanziarie e operative per riciclaggio di denaro, tratta di persone, traffico di migranti, frodi informatiche e altri mercati illeciti. La crescente digitalizzazione delle attività criminali ha portato, nel solo 2025, a perdite stimate tra 88,3 e 114,1 miliardi di dollari per le truffe online in Asia orientale e sud-orientale, Australia e Nuova Zelanda. L’Unodc evidenzia inoltre il forte aumento della tratta di esseri umani destinata alle attività criminali forzate: persone provenienti da almeno 80 Paesi e territori sono state individuate nei centri delle truffe online, mentre le reti di reclutamento si stanno estendendo anche verso l’Europa, coinvolgendo cittadini di lingua italiana. Accanto al persistente narcotraffico nel Triangolo d’Oro, area di confine tra Myanmar, Laos e Thailandia, nota per produzione e traffico di oppio e oggi anche di droghe sintetiche, emerge il nuovo corridoio marittimo dei mari di Sulu e Celebes, tra Indonesia, Malesia e Filippine, sempre più utilizzato per il contrabbando internazionale. Il rapporto richiama infine l’attenzione sui nuovi rischi legati all’intelligenza artificiale, ai deepfake, al crescente intreccio tra videogiochi e gioco d’azzardo online e all’aumento del malvertising. “Una strategia contro la criminalità organizzata basata solo sulla repressione non funziona”, conclude Schantz, chiedendo di rafforzare prevenzione, tracciamento dei flussi finanziari e capacità investigative, anche nel settore delle criptovalute.