“Non siamo dinanzi soltanto a un furto commesso in un luogo sacro, ma a un atto sacrilego che offende il Signore presente nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia e ferisce profondamente la fede del popolo cristiano. Il dolore è reso ancora più acuto dal fatto che tale sacrilegio sia avvenuto in una cappella ospedaliera, luogo nel quale molti malati, familiari, medici, infermieri e operatori sanitari trovano consolazione, silenzio, preghiera e speranza. A questa comunità desidero esprimere la vicinanza affettuosa della Chiesa di Roma”. Lo scrive in una lettera il card. Baldassare Reina, vicario per la diocesi di Roma, a seguito del furto del tabernacolo custodito nella cappella della casa di cura polispecialistica Aurelia Hospital di Roma. Ad accorgersi dell’accaduto è stato il cappellano ospedaliero. Il tabernacolo, di notevole peso e contenente particole consacrate, è stato rimosso dal proprio piedistallo a cui era ancorato e portato via. Sono state inoltre sottratte le offerte contenute nei candelieri votivi presenti nella cappella. Per il porporato dinanzi a un fatto “così grave non possiamo limitarci allo sdegno. Come popolo di Dio siamo chiamati anzitutto alla preghiera e alla riparazione. Ogni offesa arrecata all’Eucaristia ci chiede di rinnovare la nostra fede nella presenza reale del Signore, di purificare il nostro modo di celebrare e adorare, di custodire con maggiore vigilanza e amore i luoghi santi e di lasciarci ricondurre al centro della nostra vita cristiana: Gesù Cristo, vivo e presente nel Sacramento dell’altare”. Il pensiero va anche a chi ha commesso questo “sacrilegio. Senza attenuare in nulla la gravità del gesto – scrive il card. Reina – chiediamo che il Signore tocchi il suo cuore, perché possa riconoscere il male commesso, pentirsi sinceramente, intraprendere un cammino di conversione e compiere quanto è necessario per riparare l’offesa arrecata a Dio e alla comunità ecclesiale”. Un momenti d i preghiera e riparazione si terrà in tutte le parrocchie nelle Messe di domenica 21 giugno 2026 con l’invito ad inserire “una particolare intenzione nella preghiera dei fedeli” e prima della benedizione finale, la recita della preghiera di riparazione. Inoltre, nel corso della prossima settimana, in ogni comunità si celebri un’ora di Adorazione Eucaristica per la medesima intenzione.