“Siamo di fronte a una deriva che potremmo definire misera inhumanitas: una condizione in cui la humanitas viene degradata a inhumanitas, che non è soltanto violenza fisica, ma negazione dell’altro, un problema da gestire anziché in una persona da accogliere”. A scriverlo in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato di domani è mons. Pietro Lagnese, vescovo di Capua e Caserta. A fare da sfondo è la decisione del Parlamento europeo di autorizzare il trattenimento, fino a 24 mesi, prorogabili di altri sei, dei migranti senza permesso di soggiorno, anche se non hanno commesso reati e la possibilità di utilizzare hub di rimpatrio in paesi extra Ue. E proprio rivolgendosi all’Europa, esorta: “dov’è finita la tua magnifica humanitas? Ravvediti, culla della civiltà e della democrazia; non abdicare ai tuoi valori fondanti, ma riaffermali con coraggio, saggezza e umanità; non trasformare la tua magnifica humanitas in misera inhumanitas; non barattare la dignità umana con una falsa sicurezza!”. Una situazione, quella dei migranti irregolari, che tocca da vicino la realtà territoriale, dove Il 50% dei dipendenti occupati occasionalmente in agricoltura nella provincia di Caserta sono lavoratori “in nero”, molti dei quali senza permesso di soggiorno. Secondo le nuove norme sarebbero loro i migranti da rimpatriare. “Non lasciamo che la fredda tecnocrazia dei rimpatri offuschi la verità – continua il vescovo-. Se permettiamo che la humanitas venga sostituita da questa logica di esclusione, non avremo solo perso una battaglia politica: avremo smarrito la misura stessa della nostra grandezza umana e spirituale”.