Giornata mondiale rifugiato: Caritas Udine, premiata da Unhcr per l’impegno sul fronte dell’inclusione lavorativa

Ieri, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, in programma domani sabato 20 giugno, a Roma, l’Unhcr, l’agenzia Onu per i Rifugiati, ha premiato la Fondazione Centro Caritas della diocesi di Udine e la Ganzini Srl, impresa edile di Sedegliano, per il loro impegno sul fronte dell’inclusione lavorativa. Cuore del riconoscimento è la storia di Daud, giovane pakistano giunto in Italia nel 2023, accolto in un progetto Caritas e accompagnato nel suo percorso di integrazione dall’équipe F.O.R.M.A.Lav. – Formazione, Orientamento, Rete, Motivazione, Affiancamento, Lavoro. All’interno di tale percorso – spiega il settimanale “La Vita Cattolica” – c’è stato l’incontro con l’azienda di Ivan Ganzini che ha scommesso sull’inserimento nella sua squadra di una persona rifugiata. Il risultato è stato dei più felici: Daud oggi è parte integrante della Ganzini Srl – assunto con contratto a tempo indeterminato –, è fuori dall’accoglienza, in piena autonomia, e tra pochissimi giorni entrerà nella sua nuova casa. “È chiaro che non è stato tutto semplice e immediato – spiega Ivan Ganzini –, è servito un lavoro di affiancamento e di formazione. È stato indispensabile anche un percorso di tipo culturale, perché le differenze ci sono, ma non sono un ostacolo insormontabile. E c’è poi la questione linguistica. Siamo però stati seguiti passo per passo dalla Caritas che ha accompagnato nel vero senso della parola l’inserimento di Daud, seguendo lui, ma anche noi. Soprattutto ascoltando le nostre necessità e richieste, ad esempio il fatto che servisse un secondo corso di italiano e così è stato”. “Proprio la questione linguistica – spiega ancora l’imprenditore – ha iniziato a mostrarci il carattere di Daud, perché non solo ha accettato di buon grado i corsi di italiano, capendo subito che erano necessari, ma ha pure preso l’abitudine di prendere nota, nel corso della giornata, dei nomi dei diversi attrezzi. Se li segnava sullo smartphone e la sera, una volta a casa, li mandava a memoria ripetendoli: ha imparato con grande velocità. Un gesto che a molti può sembrare banale, ma che a noi ha rivelato la sua grande volontà e la voglia di mettersi in gioco, di integrarsi, di crescere”. “È difficile dire a parole la soddisfazione e la gioia che si provano quando l’accompagnamento di una persona che accogliamo nei nostri servizi si conclude in questo modo”, sottolinea Debora Macoratti, coordinatrice dell’équipe F.O.R.M.A.Lav: “è la magia di un vero e proprio gioco di incastri perché ognuno ci mette un pezzo del proprio lavoro, sempre senza sovrapporlo a quello degli altri. C’è il movimento coordinato di molte persone, c’è uno sforzo corale nel vero senso della parola. In modo particolare in questo caso un ruolo rilevante l’ha giocato la capacità di ascolto: da una parte l’azienda che si è resa sempre disponibile e che si è fidata del lavoro dell’équipe, ma anche da parte di Daud che si è messo in gioco, ha messo a frutto tutte le possibilità che gli abbiamo offerto, con impegno e grandissima dedizione”.

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