Bibbia di Aquileia: presentato nella Basilica il facsimilare del manoscritto del 1356. Digitalizzazione garantita per 500 anni

(Foto SIR)

“La Bibbia non appare come un monumento del passato, ma come un testo che continua a parlare dell’umano contemporaneo, delle sue paure, delle sue mancanze e del suo desiderio”. Lo ha detto mons. Dario Edoardo Viganò, vice cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, alla presentazione della Bibbia di Aquileia in facsimilare oggi nella Basilica di Aquileia. La presentazione è promossa dalla Fondazione Scriptorium Foroiuliense Ets, che ha avviato il progetto di riproduzione facsimilare dei cinque volumi della Bibbia di Aquileia – manoscritto antecedente al 1356, conservato nel Tesoro del Duomo di Gorizia – con una tiratura di sei copie per volume destinate a biblioteche e musei internazionali, tra cui il Museo della Bibbia di Washington e la Biblioteca del Congresso del Paraguay. Mons. Viganò inquadra il progetto in una riflessione più ampia sul valore culturale del testo biblico, richiamando Northrop Frye – per cui la Bibbia è “il grande codice attraverso cui l’Occidente ha imparato a raccontare il tempo e il conflitto, la caduta e l’esilio, la redenzione e il desiderio di giustizia” – e la provocazione di Umberto Eco, che auspicava lo studio della Bibbia nella scuola pubblica “non per ragioni apologetiche, ma per un motivo eminentemente culturale”. La digitalizzazione della Bibbia di Aquileia sarà garantita per almeno 500 anni grazie alla collaborazione con NetApp. Il progetto si estenderà dal 2026 al 2031.

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