Migranti: Catania, “la fraternità che ripulisce il mondo”

“Momenti come questo ci fanno riflettere sul ruolo di Maria nella natura: Lei è il giardino sempre in fiore, fontana d’acqua che zampilla, il vento e sole di primavera che accarezza ogni fiore e tutte le creature. Ci conduce a gioire nelle piccole cose, come in questa bella giornata di primavera, dove siamo stati tutti fratelli guardando proprio a Maria, la pura, la bella, la piena di grazia”. Così p. Emanuele Zippo, rettore del santuario dell’Addolorata di Mascalucia (Catania), sul numero in edicola di Maria con te, il settimanale mariano del Gruppo Editoriale San Paolo, spiega il significato spirituale di un’iniziativa speciale che ha visto migranti e marines della base militare Usa di Sigonella, assieme ad alcuni devoti, ripulire dai rovi il giardino del tempio siciliano. Un momento di fratellanza, sotto lo sguardo della Mater Dolorosa, in linea con le parole pronunciate, a più riprese, da papa Leone XIV nel suo viaggio apostolico in Spagna, cui la rivista dedica un ampio servizio a firma del condirettore, Luciano Regolo, ma anche con quelle dello scorso 16 giugno a proposito della remigrazione: “Non è una risposta cristiana, significa lavarsi le mani del problema”. Alle Canarie, il Papa ha anche ribadito molti concetti sull’accoglienza, in particolare li ha affidati alla Solacium migrantium, titolo mariano che Bergoglio volle inserire nelle Litanie Lauretane da recitare al termine del Rosario. E ha anche rivolto un monito ai “trafficanti di morte”: “Fermatevi! Convertitevi!”. Così, la giornata al santuario di Mascalucia, all’insegna della preghiera e della cura del creato, è stata uno splendido esempio d’integrazione, anche perché molti militari, come ha spiegato Alberto Lunetta, responsabile delle relazioni esterne della base di Sigonella, “hanno un legame profondo con Maria, soprattutto quelli di origine latino-americana. In tanti si sono commossi nel vedere quest’oasi di pace e hanno chiesto di poter ritornare per una seconda attività”. “È stato un momento di fraternità molto intenso”, conclude p. Zippo: “il rapporto con la natura ha incrementato quello umano, siamo andati in simbiosi sotto lo sguardo e la protezione della Vergine, sentendoci abbracciati da Lei”.

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