Diocesi: Modena-Nonantola, precisazioni sulle vicende giudiziarie relative alle parrocchie di San Benedetto e di San Pietro

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi, l’arcidiocesi di Modena-Nonantola ha fornito alcune precisazioni relative alle vicende giudiziarie relative alle parrocchie di San Benedetto e di San Pietro con la volontà di “fare chiarezza” su alcune affermazioni e notizie false, che – si legge in un comunicato – “alcuni settori continuano a fomentare, anche attraverso mail e accuse infondate”. Alla presenza dell’arcivescovo Castellucci, sono intervenuti i legali Alberto Della Fontana (civilista) e Giovanni Gibertini (penalista). Erano presente anche il vicario generale Giuliano Gazzetti e i parroci don Matteo Malavolti (San Benedetto) e don Paolo Monelli (San Pietro).
Nel suo intervento Della Fontana ha offerto un excursus e ha chiarito che sulla vicenda relativa a San Benedetto e ha chiarito che “Casa Betania” è “un’opera parrocchiale”. “Finora – ha aggiunto – ci siamo limitati a difenderci di fronte alla causa degli ex parroci, ma stiamo valutando altre azioni, presso il Tribunale di Modena, per riottenere l’utilizzo di quei locali”. La decisione non è stata ancora presa. “La vita parrocchiale è un po’ ferita. Si è creata una situazione difficile”, ha spiegato don Malavolti, che mantiene un rapporto cordiale con gli ex parroci. “Io per me non chiedo niente. Ma ci sono spazi di cui la comunità ha bisogno, come la cucina, viste le numerose attività in corso, e anche Casa Betania, che manterrebbe la sua finalità caritativa”. È stato fatto di tutto per trovare una soluzione. “Persino il Dicastero per il clero ha tentato una mediazione, per circa sei mesi, che poi è fallita”, ha riferito l’arcivescovo. A differenza di quanto accade a San Benedetto, la vicenda di San Pietro è “definitivamente chiusa”, ha precisato Gibertini. Inoltre il legale ha smentito le voci secondo cui sarebbe stata l’arcidiocesi a mandare via i benedettini da Modena: “È falso. L’ordine aveva già programmato questa partenza, ancor prima che emergesse la vicenda giudiziaria”. E né la parrocchia né l’arcidiocesi “hanno mai effettuato alcun passaggio in questo senso”. Si tratta quindi – ha ribadito Gibertini – di una “scelta autonoma” dei benedettini che, prima della loro partenza, erano in pochi. Don Monelli, ex religioso accolto in arcidiocesi, subentrato nel 2022, ha raccontato l’impegno della comunità di San Pietro, che ora conta su un Consiglio di affari economici e un Consiglio pastorale, grazie anche all’unione con la parrocchia di San Francesco. Sono state aperte le porte anche alla comunità francofona e si eseguono attività pastorali che prima non venivano realizzate.
Nell’occasione è stato presentato anche il progetto relativo alla chiesa di San Bartolomeo, che “ospiterà attività culturali e musicali volte a valorizzare il suo patrimonio artistico”, come sottolineato da mons. Gazzetti. A tale proposito l’arcidiocesi ha sottoscritto una Convenzione con Amici dell’organo Aps.

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