“Dei circa 125.000 studenti della Sapienza, 73 sono detenuti: anche queste donne e questi uomini sono affidati alle nostre cure pastorali. Come Chiesa della Divina Sapienza non possiamo abbandonare questi nostri studenti”. Lo afferma don Gabriele Vecchione, cappellano della Sapienza e presidente della Comunità “San Filippo Neri-E poi?”, in occasione dell’evento in programma lunedì 25 maggio all’auditorium della Cappella della Sapienza-Università di Roma. Alle 20 andrà in scena “La forma del vuoto”, pièce teatrale scritta e diretta da Francesco d’Alfonso per due attori e percussioni, con Irene Ciani, Gabriele Enrico e il percussionista Francesco Conforti. L’ingresso è libero ad offerta e l’intero incasso sarà devoluto al Polo Universitario Penitenziario. La mattina, don Vecchione accoglierà studenti di alcuni licei romani che, dopo aver donato materiale didattico raccolto per gli universitari detenuti, dialogheranno con il docente Pasquale Bronzo, delegato rettorale per il Polo Universitario Penitenziario, e con Cecilia Mariani, dottoranda in Procedura penale alla Sapienza. “La forma del vuoto” racconta l’ingresso in carcere di una donna ispirata alla scrittrice Goliarda Sapienza e di un ragazzo diciannovenne romano: due voci lontanissime, due modi opposti di vivere la reclusione.