Accelerare l’attuazione degli impegni internazionali per la tutela della biodiversità, puntando sulla trasformazione dei sistemi agroalimentari. È l’appello lanciato dalla Fao alla 17ª Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità (Cop17), svoltasi a Erevan, in Armenia, che ha riunito i rappresentanti dei 196 Paesi aderenti alla Convenzione sulla diversità biologica. A metà percorso verso gli obiettivi fissati per il 2030 dal Quadro globale di Kunming-Montreal, la verifica dei progressi ha evidenziato una forte partecipazione dei Paesi alla pianificazione, ma un’attuazione ancora troppo lenta delle misure previste. Secondo un’analisi della Fao, il 63% degli obiettivi nazionali e il 36% delle azioni individuate nei piani per la biodiversità riguardano i sistemi agroalimentari. “Non c’è sicurezza alimentare e nutrizione senza biodiversità”, ha sottolineato Godfrey Magwenzi, vicedirettore generale dell’organizzazione. La Fao ha sostenuto nel 2025 oltre 65 Paesi nell’aggiornamento e nell’attuazione delle strategie nazionali per la biodiversità. Alla conferenza sono state inoltre presentate nuove iniziative per migliorare il monitoraggio degli ecosistemi, promuovere il ripristino ambientale e favorire pratiche agricole, forestali e ittiche sostenibili. Resta tuttavia la sfida delle risorse: solo il 19% delle azioni agroalimentari esaminate dispone di una quantificazione dei costi. Per la Fao è quindi urgente rafforzare finanziamenti e collaborazione internazionale per trasformare gli impegni in risultati concreti entro il 2030.