“Le elezioni di midterm del 3 novembre mettono alla prova la presidenza Trump e gli equilibri politici americani, con conseguenze che vanno oltre il controllo del Congresso. Il costo della vita e le ricadute della guerra contro l’Iran alimentano il malcontento e incrinano la coalizione Maga, divisa tra fedeltà al presidente e promesse disattese. I democratici cercano di trasformare il vantaggio nei sondaggi in una maggioranza, ma restano impopolari e attraversati da fratture, anche sul sostegno a Israele. Sullo sfondo, volatilità elettorale e disaffezione segnalano cambiamenti profondi”. Lo si legge nella presentazione del dossier proposto oggi dall’Ispi, Istituto per gli studi di politica internazionale, dedicato alle elezioni di metà mandato che si svolgono negli Stati Uniti. “Il voto avrà ripercussioni sulla politica estera: dagli aiuti all’Ucraina e dalle sanzioni alla Russia al futuro dell’alleanza con Israele e al rischio di una nuova escalation con Teheran con la ripresa delle ostilità proprio alla vigilia del voto. Intanto, una Cina più preparata usa le interdipendenze economiche come leva nel confronto con Washington. Una lettura delle sfide interne e internazionali che dalle midterm conducono verso le presidenziali del 2028”.