Contrasto alla violenza di genere, tutela delle attiviste, accesso all’istruzione e al lavoro, partecipazione delle donne alla vita politica ed economica. Sono alcune delle questioni affrontate dal Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione contro le donne (Cedaw), che il 2 novembre ha pubblicato le proprie osservazioni e raccomandazioni su Angola, Capo Verde, Isole Cook, Kazakistan, Kenya, Paraguay, Repubblica di Moldova e Togo. Nel rapporto il Comitato evidenzia progressi, ma anche criticità e persistenti disuguaglianze, chiedendo ai governi interventi legislativi e politiche adeguate. Particolarmente grave la situazione in Kenya, dove si registra un’elevata incidenza di violenze di genere, femminicidi, abusi sessuali e violenza nelle relazioni di coppia. Gli esperti Onu raccomandano di introdurre il femminicidio come reato specifico, istituire un osservatorio nazionale e riconoscere esplicitamente lo stupro coniugale come reato. In Angola, il Comitato richiama l’attenzione sulle gravidanze adolescenziali, che raggiungono il 42,5% nelle aree rurali, e sulle difficoltà delle donne nell’accesso al credito e alle risorse economiche. A Capo Verde preoccupa il calo della presenza femminile nel governo, passata dal 53,3% del 2010 al 16,7% nel 2026, mentre nelle Isole Cook viene segnalato l’impatto sproporzionato dei cambiamenti climatici sulle donne. Tra le altre criticità, in Kazakistan la mancata criminalizzazione specifica della violenza domestica, in Paraguay lo sfruttamento delle bambine attraverso la pratica del “criadazgo”, e in Togo le restrizioni alla libertà di espressione delle attiviste e gli ostacoli all’istruzione delle ragazze. In Moldova, infine, viene chiesto di rivedere le restrizioni all’accesso all’aborto farmacologico attraverso la telemedicina, soprattutto per le donne più vulnerabili.