Sudan: Onu, 9 organizzazioni su 10 denunciano traumi persistenti tra le donne sfollate da El Fasher

A un anno dalla caduta di El Fasher, nel Darfur settentrionale, 9 organizzazioni su 10 segnalano che i traumi psicologici continuano a colpire le donne e le ragazze sfollate a causa delle violenze in Sudan. È quanto emerge da un’indagine di UN Women condotta su 50 organizzazioni impegnate nell’assistenza alle persone fuggite dalla città, i cui risultati sono stati presentati oggi da Anna Mutavati, direttrice regionale dell’agenzia Onu per l’Africa orientale e meridionale. 49 organizzazioni hanno riscontrato segni di sofferenza psicologica tra le donne e le ragazze, mentre 45 riferiscono che il disagio persiste ancora oggi. In 48 casi è stata segnalata l’impossibilità di dormire a causa dei traumi subiti. Circa due terzi delle organizzazioni sono inoltre a conoscenza di donne o ragazze scomparse durante o dopo la caduta di El Fasher. L’accesso al sostegno psicologico, sanitario e legale resta fortemente limitato: 43 organizzazioni hanno incontrato persone in difficoltà che non avevano ricevuto alcun aiuto di questo tipo dopo la fuga. Intanto, in diverse regioni del Sudan aumentano gli attacchi con droni contro campi per sfollati, mercati e infrastrutture civili. UN Women chiede la protezione dei civili, l’accertamento delle responsabilità per le violenze e il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. L’agenzia sottolinea anche il ruolo delle organizzazioni guidate da donne, impegnate nell’assistenza, nella mediazione e nella costruzione della pace, nonostante insicurezza e carenza di finanziamenti.

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