Fine vita: vescovi umbri, “amarezza e delusione” per la legge regionale sul suicidio medicalmente assistito

(Foto E. Lomoro)

“La tutela della vita, dal suo concepimento fino al suo termine naturale, è il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto”. Lo ribadiscono, con Papa Leone XIV, i vescovi della Conferenza episcopale umbra (Ceu) in una nota diffusa oggi, nella quale esprimono “amarezza e delusione” per l’approvazione in Consiglio regionale di una legge di iniziativa popolare che introduce il suicidio medicalmente assistito. Di fronte a una disposizione che, “anziché promuovere e difendere la vita come dono inestimabile, intende legalizzarne la soppressione”, i presuli indicano un’altra strada: “La risposta umana e cristiana alle esigenze delle persone anziane, malate e sole è l’accompagnamento e la prossimità solidale”. I vescovi chiedono inoltre “piena attuazione alla legge che ha introdotto le cure palliative” e assicurano che le Chiese dell’Umbria “continueranno con tutte le forze a servire la vita e a prendersene cura”, garantendo “vicinanza e sostegno a tutte le forme di fragilità”. La nota si chiude con le parole pronunciate dal Pontefice a Lourdes il 27 settembre scorso: “La tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. Ciò che è legale non è necessariamente morale”.

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