Giordania: attacco alla chiesa di Karak. Patriarcato greco-ortodosso, “atto vile, codardo e sanguinoso. Nessuno ci sradicherà dalla nostra terra”

(Foto Patriarcato Greco Ortodosso)

“Atto vile, codardo e sanguinoso”: è una condanna durissima quella espressa dal Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme dopo l’attacco armato che oggi ha colpito la chiesa di San Giorgio a Hammoud, nel governatorato di Karak, nel sud della Giordania. Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità giordane, due uomini armati hanno aperto il fuoco durante una cerimonia funebre all’interno del luogo di culto, provocando 7 vittime e 34 feriti. Le forze di sicurezza hanno avviato una vasta operazione per identificare e arrestare i responsabili mentre restano ancora da chiarire il movente e la matrice dell’attacco. In una dichiarazione diffusa poco fa, Theophilos III, Patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, insieme ai membri del Santo Sinodo e al metropolita di Giordania, Christophoros, ha espresso “le più profonde condoglianze” alle famiglie delle vittime, al popolo giordano e alla leadership hascemita, definendo quanto accaduto “una tragedia che ha toccato ogni cuore, lasciando dietro di sé un profondo e doloroso senso di sofferenza”. “Il Patriarcato – riporta il comunicato – condanna questo atto vile, codardo e sanguinoso, che ha colpito direttamente la nostra comunità e ha causato la morte di martiri nella chiesa greco-ortodossa di San Giorgio a Hammoud, ad Al-Karak”. Allo stesso tempo viene espressa “piena fiducia nei nostri servizi di sicurezza, che possiedono la professionalità e la rapidità necessarie per assicurare questi criminali terroristi alla giustizia”. Di fronte al rischio che l’attentato possa alimentare divisioni confessionali, il Patriarcato ribadisce la necessità dell’unità nazionale. “Questo odioso e sanguinoso atto non minerà la nostra unità nazionale né la nostra fermezza. Al contrario, rafforzerà il legame tra cristiani e musulmani e ci unirà ancora più saldamente attorno alla nostra leadership hascemita”. Particolarmente forte anche il riferimento alla permanenza dei cristiani nella loro terra. “Se il messaggio di questo attacco è quello di sradicarci dalla nostra Terra Santa e costringerci ad andarcene, esso non farà altro che rafforzare il nostro attaccamento ad essa e approfondire le nostre radici”. E ancora: “Non lasceremo la nostra terra. Noi siamo figli di questa terra, le sue stesse radici, e partecipi della sua storia, del suo presente e del suo futuro. Rimarremo qui come testimoni della fede, qualunque siano le sfide e le prove che dovremo affrontare”. Nel testo, il Patriarcato sottolinea inoltre la fiducia nella società giordana e nel modello di convivenza religiosa del Regno. “Siamo assolutamente convinti che la società giordana saprà resistere a ogni oscura ideologia estremista e che questo atto criminale è del tutto estraneo e contrario all’Islam moderato praticato nel nostro Paese”. L’attacco ha scosso una delle comunità cristiane storicamente più radicate della Giordania. La regione di Karak ospita infatti da secoli una significativa presenza cristiana, greco-ortodossa e cattolica, considerata un elemento integrante del tessuto sociale del Paese.

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