Diocesi: Verona, a “Poeti sociali” voci diverse sull’impegno a diventare fratelli

La fraternità è un’arte perché ha alla base una disposizione naturale, ma poi richiede tanto impegno e dedizione. È quanto sta emergendo dalla terza edizione di “Poeti sociali” in corso a Verona. Ieri pomeriggio – informa una nota della diocesi – la teologa musulmana di origine iraniana Shahrzad Houshmand ha mostrato come la spiritualità islamica “inviti alla scoperta dell’unità della famiglia umana”. Ad aiutare nel dialogo tra religioni e popoli possono essere figure come Francesco d’Assisi, Maria di Nazareth e padre Christian de Chergé, uno dei martiri algerini che sono protagonisti pure dell’incontro “Fratelli fino alla fine. La parabola dei monaci di Tibhirine” con p. Thomas Georgeon, Umberta Fabris e Lorenzo Fazzini che si svolgerà domenica 25 alle 17 e della mostra “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria” che sarà inaugurata oggi. Pure Claudia Mazzucato, penalista ed esperta di giustizia riparativa, nel dialogo con la sociologa Chiara Giaccardi è andata sul tema della fraternità e delle sue sfide: “Nasciamo, ma abbiamo poi bisogno di imparare ad essere umani ed essere fratelli”. Sempre domani, alle 9 i 200 delegati dei 1.800 volontari della rete territoriale Caritas, si ritroveranno a vivere il 16° Coordinamento dei Gruppi e Centri di ascolto: l’obiettivo è quello di un confronto e di una riflessione su come fare in modo che l’aiuto dato alle persone offra non solo un sostegno economico ma di “vera fraternità, fatta di accoglienza, rispetto, opportunità, relazioni, possibilità di scegliere il proprio futuro”.

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