Amoris laetitia: p. Costa, “misericordia e verità non sono esigenze contrapposte”. Il rapporto di sintesi sarà consegnato al Papa

Il desiderio “di ascoltare per imparare prima di giudicare” ha segnato i lavori dell’Incontro promosso in Vaticano dal 7 al 14 ottobre per il decimo anniversario dell’esortazione apostolica “Amoris laetitia”. Lo ha sottolineato p. Giacomo Costa, gesuita, consultore della Segreteria generale del Sinodo e responsabile per la metodologia, nel briefing conclusivo di oggi alla Sala Stampa della Santa Sede. “Abbiamo proprio vissuto queste ultime giornate nella vicinanza al Santo Padre – ha ricordato – accompagnandolo con la preghiera e inviandogli anche un messaggio di affetto e di sostegno”. Al centro dei lavori, le famiglie ferite da “separazioni, abbandoni, nuove unioni, malattia, povertà, migrazioni, guerra”: nelle situazioni di violenza e abuso, ha avvertito, la presenza della comunità “deve diventare intervento tempestivo”, con attenzione “ai bambini e alle persone vulnerabili”. “Misericordia e verità non sono esigenze contrapposte – ha affermato – ma attraverso lo sguardo di Cristo si incontrano e sono sorgente di questo accompagnamento”. Tra le proposte, quella di “coinvolgere le famiglie nella formazione dei seminaristi e dei presbiteri”. Il rapporto di sintesi, approvato all’unanimità dalla commissione, sarà consegnato al Papa insieme ai materiali dell’ultima sessione. Nel messaggio conclusivo, ha riferito p. Costa, Leone XIV ha ringraziato i partecipanti, definendo tutto questo ascolto un dono per la Chiesa.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa