“Dopo dieci anni continua ad essere un documento molto fresco che merita di essere riscoperto”. Lo ha detto mons. Charles Jude Scicluna, arcivescovo di Malta, parlando di “Amoris laetitia” al briefing di oggi nella Sala Stampa della Santa Sede, al termine dell’Incontro promosso in Vaticano per il decimo anniversario dell’esortazione. Il presule ha ringraziato il Papa per aver voluto l’appuntamento, dal quale torna a casa con “un impegno che mira a mettere la famiglia al centro della missione pastorale della Chiesa”. “Le famiglie non sono soltanto i destinatari di questo documento”, ha osservato, ma “sono chiamate a vivere, a tradurre questo documento in vita”. E ancora: “La famiglia ha un ruolo profetico non solo nella società, ma anche per l’umanità tutta”. Il card. Luis Gerardo Cabrera Herrera, arcivescovo di Guayaquil, ha indicato “quattro caratteristiche della famiglia e due impegni”. Le caratteristiche sono “la preghiera, la comunione, la formazione e la missione”: la famiglia è “un tempio di preghiera”, ma anche “una scuola di formazione dove si impara non solo a studiare, ma anche si impara a sognare”. Gli impegni riguardano la formazione e l’accompagnamento: “Bisogna creare o istituire il ministero del matrimonio e della famiglia”, ha spiegato il porporato, perché le famiglie diventino parte attiva della vita parrocchiale e “non semplici destinatari dell’azione della Chiesa”.