Un nuovo edificio, in questo caso religioso, racconta ora la sua storia. È stato inaugurato ieri a Monteverde Vecchio a Roma il “Civico Giusto” che, attraverso un Qr code inciso in una targa, narrerà la sua storia. A raccontarla la voce di Luca Zingaretti la cui mamma, in fuga dal rastrellamento del 16 ottobre 1943, fu ospitata nella parrocchia di Regina Pacis a Monteverde. Protagonista della vicenda il parroco don Antonio Novaro che non esitò ad accogliere decine di ebrei in cerca di un rifugio sicuro. Tra i partecipanti all’inaugurazione, Sergio Dal Monte, allora bimbo di “quasi sette anni”, che venne accolto all’interno dei locali parrocchiali. “Mi ricordo – racconta – faceva molto freddo quel mattino. Avevo fame e avevo freddo. La signora amica di mia madre mi portò pane e marmellata. Mai più mangiato pasto più buono di quello. Don Antonio ci accolse. Ci accolse e ci fece stare lì in parrocchia, a me e mio fratello Leone, che il Signore lo abbia gloria!”. “Quel 16 ottobre mentre i nazisti facevano irruzione nelle case intorno alla parrocchia prelevando intere famiglie come quelle di Piero Terracina – evidenziano Paolo Masini, ideatore del progetto, e Maria Grazia Lancellotti, coordinatrice della ricerca storica – c’era chi faceva scelte di coraggio. Sottolineare la vita di chi ebbe il coraggio di fare quelle scelte in quei momenti tragici proteggendo la dignità umana è la base delle nostre comunità. Attraverso il nostro progetto sta emergendo una rete di solidarietà che attraversa i quartieri, i paesi le città. Fatta di donne e uomini normali che fecero imprese straordinarie”. “Padre Antonio, da buon cristiano, aveva la consapevolezza che bisogna considerare tutti come fratelli e sorelle, in modo tale da sviluppare un rapporto di stampo familiare. Fu quell’atteggiamento che permise alla parrocchia di diventare il luogo di rifugio per i perseguitati nel momento più buio della città”, aggiunge p. Francesco Tomasoni, attuale parroco di Regina Pacis.