A quarant’anni dallo storico incontro interreligioso per la pace voluto da Giovanni Paolo II ad Assisi il 27 ottobre 1986, lo storico e fondatire della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, ripercorre la genesi e l’eredità di quella giornata che segnò una svolta nei rapporti tra le grandi religioni mondiali. Lo fa nel volume “Quel giorno ad Assisi. La storia che ha cambiato le religioni e la pace”, pubblicato dalle Edizioni San Paolo in vista delle celebrazioni del prossimo 27 ottobre. Il libro arriva a pochi giorni dall’ Incontro Internazionale per la Pace che si svolgerà dal 25 al 27 ottobre nella città di Assisi sul tema “Pace disarmata e disarmante” e promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Nel volume la ricostruzione del percorso che portò all’appuntamento del 27 ottobre tra resistenze, tensioni internazionali e timori di chi vedeva nel dialogo tra le religioni il rischio di una confusione delle diverse identità di fede. Giovanni Paolo II decise tuttavia di procedere, convinto che la pace avesse bisogno di gesti profetici capaci di parlare a un mondo segnato dalla Guerra Fredda e dalla minaccia nucleare. Da quella giornata nasce e si diffonde ciò che papa Wojtyła definì “lo spirito di Assisi”: un nuovo linguaggio spirituale e umano, capace di attraversare la fine del Novecento, di globalizzarsi e di parlare ancora al nostro tempo inquieto. Il racconto di Riccardi va anche oltre quello storico incontro con le realizzazioni che ne seguirono, fino ad oggi. Prima tra queste la trasformazione delle religioni da elemento di conflitto a risorsa di pace sulla scena globale. L’autore sottolinea come ad Assisi non vi fu una preghiera comune indistinta: ogni delegazione pregò secondo la propria tradizione religiosa e solo successivamente i rappresentanti delle diverse fedi si riunirono in un gesto simbolico di fraternità. Un modello che, osserva Riccardi, dimostrò la possibilità di camminare insieme per la pace nel rispetto delle differenze.