Giovedì Santo a Gerusalemme: dal Getsemani la preghiera del Custode Patton per i cristiani di Gaza “stanno sudando sangue”

(Foto Cts)

Ieri, nella basilica del Santo Sepolcro, il Patriarca di Gerusalemme dei latini, card. Pierbattista Pizzaballa ha aperto le liturgie del Triduo pasquale, con la celebrazione della Missa in Coena Domini. La celebrazione, per le norme dello Status quo, è anticipata al mattino. Durante la messa, riferisce la Custodia di Terra Santa, il card. Pizzaballa ha lavato i piedi a sei seminaristi del Patriarcato Latino e a sei frati francescani della Custodia di Terra Santa e i sacerdoti hanno rinnovato le promesse sacerdotali; erano presenti più di 150 sacerdoti di tutte le nazionalità. La liturgia si è conclusa con la processione per la reposizione del Santissimo Sacramento: tre giri attorno all’Edicola (nel terzo giro è stata inclusa anche la Pietra dell’Unzione, passando davanti al Calvario) prima di entrare nella Tomba vuota, dove il Santissimo Sacramento è stato collocato nel tabernacolo, posto sul Sepolcro del Signore. Nel pomeriggio, riferisce sempre la Custodia, le celebrazioni si sono spostate nella sala del Cenacolo, presiedute dal Custode di Terra Santa, Fra Francesco Patton, concelebranti mons. Tito Yllana, Nunzio Apostolico in Israele e delegato in Gerusalemme e Palestina e mons. Bruno Varriano, Vicario Patriarcale di Cipro con numerosi religiosi di altre confessioni cristiane.

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Il Custode ha fatto memoria della lavanda dei piedi, replicando lui stesso tale gesto nei confronti di 6 studenti e 6 docenti del Terra Santa School di Gerusalemme. Nella serata di ieri si è celebrata infine la preghiera dell’Ora Santa di Gesù al Getsemani. Durante la liturgia, presieduta dal Custode di Terra Santa, si medita su tre momenti: la predizione di Cristo del rinnegamento di Pietro e della fuga dei discepoli, l’Agonia di Cristo nel giardino e infine il suo arresto. “Sappiamo che in questo momento particolarmente difficile per la piccola comunità cristiana di Gaza – ha detto il Custode all’inizio della celebrazione – come per tutte le comunità cristiane colpite in molti Paesi del mondo, tanti nostri fratelli, come Gesù, provano angoscia, stanno sudando sangue e vivono l’ora della loro agonia: preghiamo, in quest’ora santa, soprattutto per crescere nella capacità di fidarci di Dio Padre, ben sapendo che in quest’ora non è lontano da noi e non si è dimenticato di noi”.

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