Vittime di mafia: mons. Lorefice (Palermo), “rinnoviamo l’impegno a non perdere la memoria”

“In questa XXIX Giornata rinnoviamo l’impegno a non perdere la memoria delle vittime innocenti delle mafie (rappresentanti delle istituzioni, magistrati, sacerdoti, giornalisti, sindacalisti, appartenenti alle forze dell’ordine e cittadini comuni) e a coltivarne le tracce: se penso alla nostra regione al nostro Paese, se penso all’impegno per la pace, la giustizia e la dignità, non posso fare a meno di ricordarmi del sacrificio di uomini come Piersanti Mattarella, don Pino Puglisi, don Peppe Diana e Rosario Livatino: da loro ho ricevuto la testimonianza che una Chiesa libera e liberatrice è una Chiesa che non cerca appoggi o privilegi dalle classi dirigenti, ma che confida solo nella potenza esaltante del Vangelo di Gesù Cristo”. Lo dichiara l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, nella XXIX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, ricordando le parole di Papa Francesco pronunciate durante l’omelia della messa da lui presieduta sul prato del Foro Italico il 15 settembre del 2018 nel ricordo del beato Puglisi: “Oggi siamo chiamati a scegliere da che parte stare: vivere per sé o donare la vita. Solo dando la vita si sconfigge il male. Un prezzo alto, ma solo così [si sconfigge il male]. Don Pino lo insegna: non viveva per farsi vedere, non viveva di appelli antimafia, e nemmeno si accontentava di non far nulla di male, ma seminava il bene, tanto bene. La sua sembrava una logica perdente, mentre pareva vincente la logica del portafoglio. Ma padre Pino aveva ragione: la logica del dio-denaro è sempre perdente. Chi ama, invece, ritrova sé stesso e scopre quanto è bello aiutare, quanto è bello servire; trova la gioia dentro e il sorriso fuori, come è stato per don Pino. È la luce dell’amore, del dono, del servizio. Abbiamo bisogno di tanti preti del sorriso. Abbiamo bisogno di cristiani del sorriso, non perché prendono le cose alla leggera, ma perché sono ricchi soltanto della gioia di Dio, perché credono nell’amore e vivono per servire”.

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