Ucraina: consacrata a Korostiv la prima chiesa dedicata a San Giovanni Bosco nel 205° della nascita

Lo scorso 16 agosto, 205° anniversario di nascita di san Giovanni Bosco, è stata consacrata in Ucraina la prima chiesa del Paese dedicata al fondatore dei salesiani. La consacrazione è stata presieduta dal vescovo-coadiutore dell’Eparchia di Sambir-Drogobych della Chiesa ucraina greco-cattolica, Grygoriy Komar, riferisce Vatican News. “È un evento molto significativo – spiegano i salesiani in una nota – e ne siamo contenti perché, in tal modo, la pedagogia di Don Bosco ed il suo sistema preventivo dell’educazione dei giovani si diffonderanno maggiormente anche nella società ucraina. Ciò implica che il Paese desidera un futuro dignitoso per i bambini ed i giovani”. La nuova chiesa si trova a Korostiv, nella provincia di Scole, in Ucraina occidentale, ed è stata costruita accanto al Centro salesiano “Domenico Savio”, solitamente riservato agli esercizi spirituali.
Alla cerimonia di consacrazione hanno preso parte, oltre ai salesiani dell’Ucraina, anche i rappresentanti delle autorità civili e la popolazione locale. “Purtroppo – concludono i religiosi – a causa della pandemia da coronavirus, abbiamo dovuto limitare i festeggiamenti”. Tuttavia, è stato preparato un opuscolo informativo sulla vita e la missione del Santo piemontese, affinché il suo carisma sia “sempre più conosciuto”. Durante l’emergenza Covid-19, la Visitatoria salesiana dell’Ucraina ha promosso diversi progetti sociali per rafforzare le misure anti-contagio e la prevenzione dal virus. In particolare, a Leopoli, la parrocchia di Maria Ausiliatrice e il Centro giovanile salesiano hanno avviato la produzione di mascherine e di lenzuola da donare all’ospedale comunale e ad altri nosocomi fuori città. Inoltre, sono stati distribuiti numerosi pacchi alimentari alle persone più bisognose, povere e sole. Nel periodo pasquale, poi, il panificio sociale della Congregazione ha preparato i tradizionali dolci a forma di colomba da destinare ai militari in servizio nell’Ucraina dell’est. Infine, i giovani sono stati supportati attraverso “oratori on line” sui social network.

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