Coronavirus Covid-19: Viminale consulta le confessioni diverse dalla cattolica. Negro (Fcei), “incontro costruttivo tra sicurezza sanitaria ed esigenze del culto”

Una procedura inedita, dettata dall’emergenza Covid-19, quella che ha indotto il ministero dell’Interno a organizzare ieri una conferenza telematica con i rappresentanti delle varie aree confessionali per definire un protocollo di comportamento che consenta alle varie comunità di fede di riprendere almeno alcune attività, nel rispetto delle norme di prevenzione indicate dalla Presidenza del Consiglio. All’incontro – di cui informa oggi l’agenzia delle Chiese evangeliche “Nev” – hanno partecipato esponenti dell’Unione delle Comunità ebraiche, baha’i e sikh, delle Chiese ortodosse e di quella anglicana, delle associazioni islamiche, dei mormoni. Per le Chiese evangeliche erano presenti il presidente della Fcei, pastore Luca M. Negro; i pastori Gaetano Montante in rappresentanza delle Assemblee di Dio in Italia (Adi); Michele Passeretti, per la Consulta evangelica; Davide Romano, per l’Unione cristiana avventista. L’incontro è stato convocato e presieduto dal prefetto Michele Di Bari, direttore del Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione che, portando il saluto della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, ha invitato tutti i partecipanti a segnalare eventuali criticità rilevate nella pratica delle religiosa delle varie comunità e a impegnarsi perché le norme di sicurezza e prevenzione del contagio vengano adottate e fatte rispettare con scrupolo e nell’interesse della collettività anche nei luoghi di culto. “Le Chiese della Fcei – ha affermato Negro – apprezzano l’iniziativa del ministero che riconosce l’importanza del pluralismo religioso e avvia un dialogo con varie rappresentanze confessionali. Confermano inoltre il loro atteggiamento di responsabilità: riconosciamo la gravità della situazione – ha sottolineato – e sosteniamo i provvedimenti adottati dal governo e dalle regioni per contrastare la diffusione del virus. Al tempo stesso – ha ancora affermato Negro – segnaliamo la necessità che i pastori possano svolgere la loro attività muovendosi sul territorio, anche attraversando confini regionali e che, man mano che ci si avvicina alla normalità, ai fedeli sia possibile raggiungere i luoghi di culto anche quando sono distanti dalle loro residenze”. Per la Fcei è stato dunque “un incontro indubbiamente positivo”, come ha poi concluso anche il prefetto Di Bari, annunciando la presentazione di un protocollo che farà tesoro delle osservazioni emerse nel corso dell’incontro o che, in tempi assai brevi, le varie confessioni faranno pervenire al ministero dell’Interno.

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