Papa Francesco: messaggio per la Quaresima, “sentire compassione” per “vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dei disastri ambientali”. “Sete sfrenata di guadagno” è “idolatria”

foto SIR/Marco Calvarese

“Mettere il mistero pasquale al centro della vita significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra, del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che è una forma di idolatria”. È un appello a 360°, quello con cui si conclude il messaggio del Papa per la Quaresima. “Anche oggi – scrive Francesco – è importante richiamare gli uomini e le donne di buona volontà alla condivisione dei propri beni con i più bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale all’edificazione di un mondo più equo”. “La condivisione nella carità rende l’uomo più umano”, la tesi del Papa: “l’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo”. “Possiamo e dobbiamo spingerci anche oltre, considerando le dimensioni strutturali dell’economia”, l’invito: “Per questo motivo, nella Quaresima del 2020, dal 26 al 28 marzo, ho convocato ad Assisi giovani economisti, imprenditori e change-makers, con l’obiettivo di contribuire a delineare un’economia più giusta e inclusiva di quella attuale”. “Come ha più volte ripetuto il magistero della Chiesa, la politica è una forma eminente di carità”, ribadisce il Santo Padre citando Pio XI: “Altrettanto lo sarà l’occuparsi dell’economia con questo stesso spirito evangelico, che è lo spirito delle Beatitudini”.

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