Coronavirus Covid-19: Leoni (Omceo Venezia), “contro virus ormai residente e circolante quarantena e isolamento. Bene misure Regione e Patriarcato”

Di fronte a un virus “per il quale per cui non ci sono né farmaci nei vaccino l’unica risposta è la quarantena e l’isolamento. Occorre possibilmente individuare la sorgente del contagio, i contatti che si sono via via propagati, sottoporre i casi sospetti alla quarantena e isolare i pazienti positivi, ma in pochi giorni lo scenario è cambiato: il virus non è più solo di importazione; ormai è residente in Italia e circolante sul territorio”. Giovanni Leoni, presidente dell’Ordine dei medici (Omceo) di Venezia e vicepresidente Fnomceo,  commenta in un’intervista al Sir la diffusione del coronavirus Covid-19 a Venezia: due casi ieri all’Ospedale civile dove lavora come chirurgo e proprio ieri era di turno, e una signora, oggi, residente nel centro storico. “Abbiamo davanti il grosso rompicapo di capire da dove sia arrivata l’infezione”, osserva. I due uomini in rianimazione da noi hanno 88 anni, non viaggiano e non si conoscono tra loro. La patologia non è sempre letale come la Sars o l’Ebola, però al momento non disponendo di antivirali specifici possiamo solo praticare terapie di supporto e tentare di prevenire complicanze di sovrainfezione batterica, ma il problema maggiore è evitare che ci verifichi un deficit multiorgano, cioè che cedano non solo i polmoni, ma anche reni e fegato”. “Ottime” le misure di contenimento assunte dalla Regione – a Venezia sospensione del Carnevale, chiusura di università, scuole e musei – e dal Patriarcato che ha chiuso al pubblico fino al 1° marzo la basilica di San Marco e sospeso tutte le celebrazioni liturgiche e le attività di parrocchie e oratori ma, spiega, “il problema grave è il contatto durante il periodo asintomatico in cui il soggetto è comunque contagioso. Soprattutto a distanza ravvicinata”. Intanto ieri mattina la Regione Veneto ha attivato il numero verde 800.462.340 per informare e assistere i cittadini che è bene non chiamino il 118, né si rechino al pronto soccorso né negli ambulatori dei medici di famiglia.

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