Tratta: Adinolfi (Parlamento Ue), “molte vittime hanno passaporto europeo”

“Bisogna portare nel dibattito europeo la lotta alla prostituzione coatta e il traffico degli esseri umani. Gli arresti effettuati dalla Dia a Bari e in altri tre Paesi europei confermano che le organizzazioni operano a livello internazionali. Per combatte un fenomeno che si allarga a livello comunitario, servono sinergie e coordinamento comunitario”. Lo ha detto il sottosegretario agli Interni agli interni del Governo italiano, Carlo Sibilia, che oggi è intervenuto a Bruxelles nell’ambito della giornata di approfondimento sul fenomeno criminale della tratta di esseri umani a scopo di prostituzione coatta organizzata dall’europarlamentare Isabella Adinolfi (membro della commissione per la cultura e l’istruzione e della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere). La giornata è stata promossa in seguito alla pubblicazione dell’ultimo libro di don Aldo Buonaiuto, sacerdote anti-tratta della Comunità Papa Giovanni XXIII, dal titolo “Donne Crocifisse – La vergogna della tratta raccontata dalla strada” (Rubettino, con prefazione di Papa Francesco). “Dignità umana e libertà individuale non devono restare lettera morta – ha commentato Adinolfi –. È inaccettabile che in Europa esistano tragedie e abomini come le riduzioni in schiavitù testimoniate da don Buonaiuto. Molte delle vittime della tratta hanno passaporto europeo. Non si tratta, quindi, di un fenomeno esclusivamente legato all’immigrazione dall’Africa e dall’Asia. Non è una piaga che proviene soltanto dall’esterno dell’Unione europea”. “È un errore – ha precisato Adinolfi – ritenere che tutti i Paesi europei mettano lo stesso impegno nel contrastare la tratta. Il rifiuto di queste vergognose forme di asservimento deve diventare un requisito irrinunciabile per l’ingresso di un Paese nell’Unione europea. Nelle commissioni dell’Europarlamento trovo difficoltà a trovare rispetto per diritti delle donne che noi diamo per scontati. Siamo stati leggeri a considerare che tutti i Paesi siano allo stesso livello di consapevolezza. Il no alla tratta deve diventare un punto fondamentale anche nella definizione degli accordi commerciali e della gestione dei fondi comunitari”. Infine, ha concluso l’europarlamentare, “un ruolo fondamentale deve svolgerlo la scuola e l’Ue è carente nel considerare tra le abilità degli studenti non solo quelle che servono a trovare un’occupazione. ma anche quelle volte ad arricchire interiormente lo studente dal punto di vista della coscienza individuale e dei valori. Non farlo sarebbe miope e fallimentare”.

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