Economia e ambiente: Rota (Fai Cisl), “grave la mancanza di una buona legge contro il consumo di suolo”

“Il Manifesto di Assisi è partito con il piede giusto, contiamo su questo documento per realizzare un vero patto di responsabilità, che da tempo invochiamo, tra istituzioni, imprese e parti sociali, in nome del bene comune e di una transizione green che non lasci indietro nessuno”. Così il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, a margine della presentazione del Manifesto di Assisi, promosso dalla Fondazione Symbola e dal custode del Sacro Convento.
“Come sindacato di categoria – ha affermato Rota – abbiamo sottoscritto il Manifesto perché condividiamo lo spirito con cui è nato, che è quello del voler fare sistema per trasformare la paura del cambiamento in speranza e opportunità”. “L’agricoltura – ha sottolineato il segretario generale della Fai Cisl – è uno dei settori più colpiti dalla crisi climatica, negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro, però al contempo è proprio dal lavoro ambientale e agroalimentare che nascono le risposte più avanzate per salvaguardare il pianeta”. Secondo Rota, “tra le priorità che ci dobbiamo dare, dunque, c’è sicuramente la valorizzazione del ruolo dei lavoratori agricoli, forestali e della bonifica, che sono i migliori custodi del territorio”.
“Inoltre – ha ammonito – continuiamo a ritenere grave che ancora non sia stata realizzata una buona legge contro il consumo di suolo, che nel solco di quanto indicato dall’enciclica Laudato si’ ci aiuti a contenere il dissesto idrogeologico e la scomparsa di terreni agricoli”. “Gli ultimi dati Ispra – ha sottolineato Rota – ci dicono che in Italia asfalto e cemento mangiano circa 50 km quadrati di suolo all’anno. Come abbiamo più volte ripetuto: senza terra non c’è cibo. Rilanciamo dunque questa nostra campagna affinché le istituzioni italiane ed europee si muovano nella giusta direzione”.

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