Marocco: udienza del card. Lopez Romero con il Re Mohammed VI al Palazzo Reale di Rabat, in preparazione una sua visita a Roma dal Papa

“Un ricordo eccellente della visita di Papa Francesco in Marocco che rimarrà indelebile nella storia di questo Paese”. È in questo clima di “fratellanza” che si è svolta mercoledì 22 gennaio l’udienza che il cardinale Cristobal Lopez Romero ha avuto con il Re del Marocco Mohammed VI al Palazzo Reale di Rabat (in Marocco). “Sono molto contenti delle relazioni che si sono create con il Papa e la Santa Sede”, raconta al Sir il cardinale, tanto che “si sta preparando una visita del Re a Papa Francesco”. In un’intervista al Sir, l’arcivescovo racconta: “Il motivo dell’udienza che avevo chiesto, era per ringraziarlo per la delegazione di alto livello che il Re ha inviato in sua rappresentanza a Roma quando sono stato creato cardinale. La delegazione era formata dal ministro delle Relazioni esterne, dal ministro degli Affari Islamici e dall’ambasciatrice del Marocco presso la Santa Sede. Una delegazione importante per un Paese musulmano. Volevo anche ringraziare il Re per quanto ha fatto per la visita del Papa: davvero il Regno del Marocco ha fatto tutto quello che ha potuto perché la visita fosse un successo come poi è stato”.

Sulle ragioni che spingono Papa Francesco a guardare con insistenza al mondo musulmano, il cardinale dice: “Innanzitutto perché i musulmani nel mondo sono 1,8 miliardi di persone e perché condividiamo con loro tante cose. È stato il Concilio Vaticano II nella Nostra Aetate al numero 3 a spingere il mondo cristiano a guardare all’islam con ‘stima’ e ad elencare tutte le cose che i cristiani condividono con i musulmani. In un mondo secolarizzato e agnostico come il nostro, i credenti nello stesso Dio sono chiamati ad unire le loro forze per costruire un mondo migliore, ad essere un segno di fratellanza per tutta l’umanità. Se crediamo che Dio è Padre di tutti, crediamo anche che tutti siamo parte dell’unica famiglia umana. Il Papa ha detto molte volte che una terza guerra mondiale a pezzi è già in atto: cristiani e musulmani insieme siamo quasi la metà della popolazione del mondo, se ci mettiamo d’accordo un mondo di pace è già oggi possibile”.

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