Terremoto in Venezuela: Ugas (Caritas la Guajra) al Sir, “molti stanno crollando a livello psicologico, ma ci consola la solidarietà che stiamo ricevendo”

La paura e il nervosismo che non ti abbandonano un istante, insieme, però alla grande solidarietà dei venezuelani. Sono i sentimenti che si respirano tra i volontari della Caritas diocesana di La Guaira, come racconta al Sir una delle referenti, Anarelys Ugas: “Stiamo passando dei giorni davvero difficili. Ieri, abbiamo avuto una scossa di assestamento di magnitudo 5,2. Sì, la mia memoria non mi inganna, è stata davvero piuttosto forte, le scosse di assestamento si sono fatte sentire. Adesso si avverte persino quando gli elicotteri sorvolano la zona, si sente che tutte le strutture tremano. La gente ha i nervi a fior di pelle cade nell’isteria in pochi secondi, molti stanno crollando a livello psicologico. Sono giornate che ti fanno male fino ai capelli, in senso letterale. Fisicamente si provano tante sensazioni, ci si sveglia sentendo che non si riescono a muovere le gambe a causa del caldo e dell’insonnia, ma con il cuore pieno di gioia nel sapere che possiamo essere al servizio della nostra gente. E, soprattutto, il fatto di poter offrire alle persone quella luce di speranza che Dio ci ha lasciato qui e ci ha affidato una missione: mostrare il volto di Cristo a tutte queste persone che sono così bisognose”.
Davvero, nonostante tutto, prosegue l’operatrice Caritas, “dobbiamo sottolineare la solidarietà che abbiamo ricevuto da tutto il popolo del Venezuela. Abbiamo ricevuto donazioni da San Cristóbal, da Táchira, da Barinas, da Guasdualito. Insomma, non c’è un solo luogo, uno solo Stato del Venezuela che non abbia inviato aiuti qui a La Guaira. Al momento, abbiamo tre centri di raccolta: quello in cui stiamo distribuendo in questo momento è la curia diocesana, a Macuto, poi la chiesa della Santissima Trinità ad Aviación e la chiesa di Nostra Signora del Carmen a La Sublé. Qui, domenica, sono arrivati quindici camion”.
E “ci sono momenti che bisogna vivere, che non si riescono a raccontare, come quello vissuto domenica alla Playa Grande, quando hanno trasportato una bambina che era stata estratta dalle macerie e, davvero, dopo il passaggio del pick-up nonostante l’odore inondasse l’aria, gli applausi di gioia, credo davvero che si siano sentiti in cielo”.

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