Riportare al centro del dibattito sulla ricostruzione dell’Ucraina un elemento spesso trascurato ma essenziale: il diritto dei bambini e delle bambine a sognare, crescere, immaginare il futuro in condizioni di sicurezza, stabilità e protezione. È con questo obiettivo che WeWorld – organizzazione italiana indipendente impegnata da più di 50 anni con progetti di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario in oltre 20 paesi – insieme all’Amministrazione della Città di Kyiv, ChildFund Deutschland, Save Ukraine, Institute of Reintegration and Rehabilitation of Veterans “Architecture of Resilience” at Knuca, Ukrainian Education Platform, Cbm Italia, in collaborazione con il Ministero Affari Esteri di Taiwan, organizza, in occasione della conferenza internazionale “Ukraine Recovery Conference 2026” in programma a Danzica, il side event “Dreaming Ukraine: protecting children’s right to dream” mercoledì 24 giugno, alle ore 15, all’Hotel Logos di Danzica. L’incontro nasce con l’obiettivo di rafforzare una rinnovata partnership tra comunità, istituzioni e attori nazionali e internazionali, promuovendo una visione della ricostruzione che non si limiti alla dimensione infrastrutturale e istituzionale, ma che integri in modo strutturale la cura delle persone, e in particolare delle nuove generazioni.
Se la ricostruzione vera e propria resta una priorità ovviamente imprescindibile, il confronto organizzato da WeWorld metterà in evidenza come la ripresa del Paese dipenda anche dalla capacità di rafforzare sistemi di cura, protezione e benessere quotidiano dell’infanzia. In particolare, saranno presentate esperienze e pratiche già attive in diverse regioni dell’Ucraina, dove autorità locali, comunità e organizzazioni della società civile stanno sviluppando modelli di intervento basati sulla famiglia e sulla comunità, come quelli messi in campo da WeWorld, capaci di rispondere in modo più integrato e sostenibile ai bisogni dei minori.
“Mettere al centro il diritto al sogno significa riconoscere il diritto di ogni bambino e bambina a dormire sonni tranquilli, senza il rumore delle sirene antiaeree e senza la paura delle esplosioni. Ma significa anche difendere il diritto di immaginare e sperare in un futuro diverso: un futuro di pace, sicurezza e opportunità. Oggi, in Ucraina, sognare non è facile. La guerra ha profondamente segnato la quotidianità di milioni di persone, soprattutto dei più giovani. Tuttavia, non possiamo permettere che intere generazioni crescano abituandosi a non immaginare un futuro positivo o a rinunciare alla possibilità di costruirlo. Questo evento vuole riportare al centro i bambini e le bambine, non come semplici numeri nelle statistiche della guerra, ma come protagonisti della comunità di oggi e delle persone che contribuiranno a costruire l’Ucraina di domani. Perché la ricostruzione non riguarda solo infrastrutture e territori, ma anche la possibilità per le nuove generazioni di tornare a sognare”, spiega Piero Meda, direttore Paese di WeWorld Ucraina.