Diocesi: mons. Marcianò (Frosinone) riapre, dopo i lavori di restauro, la chiesa parrocchiale di Castelmassimo

Foto Diocesi Frosinone-Veroli-Ferentino

Dopo circa quattro mesi di chiusura forzata, per consentire l’esecuzione di alcuni lavori urgenti, è stata riaperta ai fedeli la chiesa parrocchiale di Castelmassimo, nella diocesi di Frosinone- Veroli-Ferentino intitolata a San Pietro Apostolo e alla Vergine Maria. Una giornata “importante” per la popolosa contrada, vissuta alla presenza del vescovo Santo Marcianò, accolto dal parroco, don Dino Mazzoli, dal sindaco di Veroli, Germano Caperna, e da tantissimi fedeli, si legge sul sito della diocesi . Mons. Marcianò ha poi celebrato la Santa Messa e nel corso dell’omelia ha sottolineato il valore, “non solo simbolico” e comunque importante, del restauro di una chiesa, laddove i cristiani sono chiamati anche ad una sorta di “restauro personale” e di quanto il senso di una comunità si esprima anche attorno ad una chiesa parrocchiale.  I lavori hanno riguardato gli impianti elettrico e di riscaldamento e il restauro degli affreschi, come ha illustrato nel dettaglio l’architetto Angelo Orlandi, tecnico incaricato dei lavori. Due i dipinti, commissionati a suo tempo per abbellire la chiesa: un “San Giovanni da Capestrano e due santi”, di Taddeo Kuntz, della seconda metà del 18° secolo, e una “Madonna e Gesù Bambino con San Pietro e San Paolo”, una pala d’altare anche questa del 18° secolo ma di autore ignoto. La storia di questa chiesa, contigua al Palazzo Campanari, è strettamente legata a questa famiglia verolana. Il 15 settembre 1967 un incendio devastò la chiesa, distruggendo la statua della Madonna e molti arredi sacri. Grazie alla generosità del vescovo Giuseppe Marafini, del parroco don Severino Lauretti, della popolazione e del comitato, la chiesa fu restaurata. Il vescovo Marafini il 15 luglio 1968 la elevò a parrocchia, che venne riconosciuta civilmente il 27 maggio 1971.

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