(Torino) “Quando il 23 marzo 1996 uscì il primo numero di ‘Popotus’ ci davano già per spacciati, nessuno credeva saremmo sopravvissuti più di un anno perché si pensava che i bambini non fossero interessati a un giornale per loro. Oggi avvertiamo tutta l’attualità di questo progetto perché i bambini sono immersi in un flusso di notizie che non sono in grado di decifrare”. Lo ha affermato Nicoletta Martinelli, vicecaporedattore di “Avvenire” e dell’inserto “Popotus”, intervenendo questa mattina all’evento “Popotus, notizie che fanno crescere – Trent’anni di giornalismo per l’infanzia” alla XXXVIII edizione del Salone internazionale del Libro di Torino.
La giornalista ha spiegato l’idea alla base del progetto: “Prendiamo i bambini sul serio, non usiamo infantilismi; scriviamo non storielle ma di fatti che gli stessi colleghi di ‘Avvenire’ traducono su ‘Popotus’ in un linguaggio semplice ma non banale per i nostri lettori”. Martinelli ha osservato che “il giornale di carta dà la possibilità di scegliere i tempi della lettura; non sei obbligato all’immediatezza, alla velocità che chiedono i nuovi media”. “Le parole – ha spiegato – sono sempre state le nostra passione, usare la parole giuste è un modo per rispettare le persone”, convinti che “l’evoluzione della lingua è l’evoluzione della democrazia”.

(Foto Calvarese/SIR)
A tal proposito, la linguista e italianista Valeria Della Valle, che collabora con “Popotus” dal 2006, ha rilevato che “l’utilizzo della lingua deve servire per aiutare – soprattutto dalla prima infanzia – ad usarla rispettosamente nei confronti degli altri, diventando così protagonisti di una cittadinanza attiva e inclusiva”. Dopo aver elogiato “Popotus” perché i testi non sono scritti in “bambinese”, Della Valle ha rivelato che “attraverso la scrittura su ‘Popotus’ ho imparato tantissimo. Si utilizza una lingua chiara, limpida, che può essere capita dai bambini ma va benissimo per gli adulti”. Inoltre, ha proseguito, “ho imparato ad identificarmi in chi legge ciò che scrivo”. “Un esercizio che è tornato utile nella redazione di un dizionario rivolto ai ragazzi dai 9 anni 16 anni”. La linguista ha evidenziato l’importanza di utilizzare una “lingua rispettosa da tutti i punti di vista, nei confronti della diversità, del genere”. “Non è facile” ma bisogna “raccontare anche problemi complessi usando le parole in modo corretto dal punto di vista grammaticale”.

(Foto Calvarese/SIR)
Dal 2022 “Popotus” viene stampato in “alta leggibilità” grazie al font “Leggimi”. Della Passarelli, direttrice editoriale della Sinnos Editrice, dopo aver spiegato le origini e le finalità ha ammonito: “Dobbiamo fare di più per ‘Popotus’, serve una campagna anche degli editori perché arrivi sempre di più nelle scuole e nelle famiglie. È necessario davvero, perché il momento è complesso”. “Siamo orgogliosi e grati della collaborazione con ‘Avvenire’”, ha continuato, sottolineando l’importanza di “crescere bambini e bambine capaci di prendersi tempo attraverso la lettura; è il regalo più grande che possiamo fare loro”. “Dobbiamo ostinarci – ha concluso – a seminare come fa ‘Popotus’ sapienza e conoscenza per discernere e anche per essere un po’ più felici e sorridenti”.