Sport paralimpico: don Belfiore a Giorio, “lo sport racconta sempre di noi”

(Foto Calvarese/SIR)

(Torino) Presentato questa mattina nello Spazio Media Cei e Uelci del Salone del libro di Torino, il fumetto “La straordinaria storia delle Paralimpiadi”, organizzato da Metagraf grazie alla collaborazione con Ability Channel, con la partecipazione di Cristiana Vianello (Metagraf), il giornalista Lorenzo Roata, don Claudio Belfiore (Cnos sport – Salesiani per lo sport) e la campionessa paralimpica Maria Jose Giorio. “Perché un fumetto dedicato alle Paralimpiadi? Perché lo sport è inclusione, sfida, vincita, un momento in cui ci si confrontano con se stessi”. Queste le parole di Roata che ha spiegato la storia delle paralimpiadi ai ragazzi presenti, incuriositi dall’intuizione dell’italiano Antonio Maglio che portò lo sport per disabili già nel primo dopoguerra in Italia affiancandolo alle olimpiadi, e soprattutto da una realtà ancora troppo sconosciuta ma che merita spazio e considerazione ulteriore. “Mi piace fare sport e lo faccio soprattutto perché mi piace il confronto con delle persone che hanno, diciamo, una storia più forte della mia e mi hanno fatto capire tutte le difficoltà di questo mondo. A me non interessa vincere la medaglia, a me interessa proprio lo stare con loro, lo stare insieme a queste persone”. Ha dichiarato Maria Jose Giorio, paratleta italiana di madre venezuelana, che sogna una società più accogliente nei confronti del mondo della disabilità. “Ci sono degli episodi in cui mi posso arrabbiare. Perché se lo fa un bambino di 5 anni, io ci rido sopra. Perché un bambino piccolo è ancora innocente, ancora non lo ha capito. Se è un ragazzo di 12, 13, 14 anni, mi inizio a dare fastidio perché io dico allora è la società che non va bene. Se è un adulto, ancora peggio, perché dico allora non hanno imparato nulla da questo mondo. Questa sarebbe una tematica molto bella da trattare in tutte le scuole”. L’essere umano come meraviglia al centro dell’intervento di don Claudio Belfiore, “La meraviglia di contemplare Maria Jose, una meraviglia di vita, di determinazione, di coraggio, di consapevolezza. Che è poi la meraviglia verso ciascuna persona”. Secondo il sacerdote salesiano lo sport racconta passione e serve per far capire il valore dello stare insieme, anche quando si parla di sport individuale. “Mi piace lo sport perché racconta sempre di noi, non solamente dell’io ma del noi”, ha aggiunto don Belfiore, “Mi affascina perchè c’è sempre il momento in cui bisogna ricominciare. I grandi atleti dicono che sono più le volte che devo ricominciare che le volte che sono arrivati, perché per arrivare alle paralimpiadi che avvengono ogni 4 anni, quante volte bisogna cominciare, ricominciare, riprovare, riprovare, questa cosa che poi è il quotidiano della nostra vita”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo