(Sofia) “Il governo Radev arriva con tante promesse e attese da parte dei cittadini in un momento economico molto complicato per la Bulgaria dove l’inflazione negli ultimi cinque anni supera il 45%”. È il commento a caldo di Tony Nikolov, caporedattore della rivista “Cristianesimo e cultura”, rilasciato al Sir subito dopo il giuramento del nuovo governo bulgaro eletto dal parlamento oggi. “Una cosa è promettere, un’altra cosa è realizzare queste prospettive ma è una cosa buona che i bulgari non debbano votare di nuovo. C’è una maggioranza assicurata per il partito di Radev ‘Bulgaria progressista’ di 134 parlamentari su 240; però c’è anche il pericolo di tanto potere concentrato in una persona”. A suo avviso, “Rumen Radev è il nuovo uomo forte di Sofia e in qualche maniera lui controlla anche la presidenza della Repubblica, dato che l’attuale Presidente era la sua vice”. Riguardo la nuova legge sui prezzi in forte rialzo, Nikolov esprime soddisfazione “perché certe misure bisognava prenderle. Dal 1° gennaio abbiamo preso l’euro e quello che costava 1 leva oggi costa 1 euro”. L’esperto chiarisce che i prezzi non dipendono solo “dal governo bulgaro ma anche dal prezzo del petrolio e dal conflitto degli Stati uniti con l’Iran”. “A soffrire però sono sempre i poveri, e le persone disagiate in Bulgaria sono davvero tante”. Riguardo ai ministri, Nikolov afferma che mentre alcuni “sono facce conosciute, altri appaiono per la prima volta”. L’analista è impressionato dal vicepremier Ivo Hristov noto per le sue simpatie con la Russia e il suo euroscetticismo. “La ministra degli esteri per esempio – aggiunge – è una giovane biologa senza una preparazione nella diplomazia”.