(Sofia) “Per la prima volta dopo tanti anni il parlamento bulgaro inizia a lavorare in modo normale e senza scandali”. Con queste parole il neoeletto premier Rumen Radev ha iniziato il suo discorso programmatico di fronte ai deputati dell’Assemblea nazionale che ha approvato l’esecutivo da lui guidato. “È stata ripristinata la legittimità che i milioni di bulgari si aspettavano. Vogliono un parlamento che produca leggi e risolva le questioni senza litigate e diatribe”, ha aggiunto. Radev ha parlato delle “crisi e dei problemi che stanno davanti all’esecutivo” e ha citato “i prezzi in velocissimo rialzo, l’inflazione record del 7% e il deficit nelle finanze bulgare”. A suo avviso, “in una tale situazione il successo dipende dall’adozione della nuova legge finanziaria (per la caduta a dicembre del vecchio governo il Parlamento non ha approvato la finanziaria ma prolungato il budget del 2025). Radev ha dichiarato azioni mirate e attese nel sistema giudiziario come l’elezione del nuovo Consiglio supremo della giustizia. “Vogliamo avere il contributo dell’opposizione – ha chiosato – con critica costruttiva e un pluralismo politico”. E ha promesso “un rapido sviluppo e modernizzazione del Paese come garanzia per il benessere dei cittadini bulgari”. Sul piano della politica estera ha detto che lavorerà “per la pace e il non coinvolgimento della Bulgaria nei conflitti militari vicino a noi”, senza nominare il conflitto in Ucraina. Il suo governo vuole “ristrutturare l’economia verso produzioni orientate all’export che aumentino il Pil”.