“Il Serra Club è un dono prezioso per il vicariato, che aiuta le persone a discernere e ad abbracciare la loro specifica vocazione al sacerdozio o alla vita religiosa. Come ci ricorda il Concilio Vaticano II, la chiamata alla vita consacrata ha un ruolo unico nel richiamare tutti i fedeli alla loro vocazione fondamentale. È al cuore stesso della vita cristiana”. Lo ha affermato mons. Paolo Martinelli, vicario apostolico dell’Arabia meridionale, in occasione dell’istituzione del primo Serra Club negli Emirati Arabi Uniti, avvenuta il 1° maggio nella chiesa di Santa Maria a Dubai. Il presule ha ufficialmente eretto lo “St. Mary’s Serra Club”, espressione di Serra International, organizzazione laicale cattolica fondata a Seattle nel 1935, presente in oltre 30 Paesi con più di 500 club e aggregata dal 1951 all’Opera pontificia per le vocazioni sacerdotali presso il Dicastero per il clero. Ventuno membri hanno prestato giuramento, impegnandosi a “dedicare tempo, energie e preghiera per incoraggiare e sostenere le vocazioni” e a “promuovere la giustizia e la carità cristiana”. Sono stati eletti Matthew Thomas come presidente e Lavina D’Souza come segretaria; il vescovo ha nominato don Darick D’Souza cappellano. Per mons. Martinelli, “l’idea di vocazione – di vita come vocazione radicata nel Battesimo – ha il potere di unire le persone: anche nelle nostre differenze, siamo tutti battezzati e partecipiamo di una comune chiamata alla santità”. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato un anno fa con la costituzione di un team vocazionale nel vicariato.