“Sarebbe uno scandalo se non continuassimo a lavorare per superare le nostre differenze, per quanto possano apparire insormontabili”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo oggi in Vaticano l’arcivescovo di Canterbury, dame Sarah Mullally, nella sua prima visita a Roma dopo l’insediamento. Il discorso del Papa, in lingua inglese, aggiunge alle parole di Papa Francesco ai primati anglicani nel 2024 – “sarebbe uno scandalo se, a causa delle nostre divisioni, non adempissimo alla nostra comune vocazione di far conoscere Cristo” – una seconda dimensione: lo scandalo di non continuare il cammino ecumenico. Leone XIV ha ricordato “il memorabile incontro tra san Paolo VI e l’arcivescovo Michael Ramsey sessant’anni fa” e il loro impegno per “il ripristino della piena comunione nella fede e nella vita sacramentale”. “Il cammino ecumenico è stato complesso – ha riconosciuto il Pontefice -. Se molto è stato fatto su questioni storicamente divisive, nuovi problemi sono sorti negli ultimi decenni, rendendo il percorso verso la piena comunione più difficile da discernere”. Ma “non dobbiamo permettere che queste sfide ci impediscano di usare ogni possibile opportunità per proclamare Cristo al mondo insieme”. Il Papa ha richiamato il suo motto episcopale: “In Illo uno unum, in Colui che è Cristo siamo uno”.