Tutela dei minori: Griffini (Sntm), “la vulnerabilità è spazio teologico e antropologico in cui può fiorire il bene”

“Tracciare una mappa transdisciplinare perché la cura caratterizzi ogni nostro intervento, dalla prevenzione all’ascolto. Solo così la vulnerabilità potrà essere quello che è veramente: spazio teologico e antropologico in cui può fiorire il bene”. Con queste parole Chiara Griffini, presidente del Servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili (Sntm) della Cei, ha concluso il II Incontro nazionale dei referenti territoriali, svoltosi a Roma dal 16 al 18 aprile sul tema “Rispetto. Generare relazioni autentiche”. Griffini ha richiamato le quattro dimensioni strutturali del servizio – sensibilizzazione culturale, formazione, vigilanza, ascolto e cura – come “orizzonte metodologico e contenutistico” del cammino. Sul piano della formazione, ha citato don Riccardo Pincerato, direttore del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei: “Un bambino dell’oratorio non è oggetto della pastorale dal lunedì al venerdì e il sabato è oggetto della tutela. È una persona intera che chiede una comunità intera”. Griffini ha poi fatto proprio l’invito di Leone XIV, contenuto nel messaggio inviato al convegno: “Lavoriamo per una tutela che sia sapienza che investe lo stile della comunità, l’esercizio dell’autorità, la formazione degli educatori, la vigilanza nei contesti e la trasparenza nei comportamenti”. In chiusura, ha ripreso le parole della professoressa Mortari: “Possa tu fiorire di bene”.

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