Papa in Angola: incontro autorità, no a “schiavitù imposte da élite con molti denari e false gioie”

“Senza gioia non c’è rinnovamento; senza interiorità non c’è liberazione; senza incontro non c’è politica; senza l’altro non c’è giustizia”. Lo ha detto il Papa, nel suo primo discorso in Angola, rivolto da Luanda alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico. “Insieme, potete fare dell’Angola un progetto di speranza”, l’invito di Leone XIV, secondo il quale “la gioia è ciò che intensifica la vita e sospinge nel campo aperto della socialità: ciascuno gioisce mettendo a frutto le proprie capacità relazionali, accorgendosi di contribuire al bene comune e vedendosi riconosciuto come persona unica e degna, in una comunità di incontri che si moltiplicano e allargano lo spirito. La gioia sa scavare traiettorie anche nelle zone più buie di stasi e di angustia”. “La Chiesa cattolica desidera essere lievito nella pasta e favorire la crescita di un modello giusto di convivenza, libero dalle schiavitù imposte da élite con molti denari e false gioie”, ha assicurato il Papa: “Solo insieme potremo moltiplicare i talenti di questo popolo meraviglioso, sin dentro le periferie urbane e le più remote regioni rurali in cui pulsa la sua vita e si prepara il suo futuro. Eliminiamo gli ostacoli allo sviluppo umano integrale, lottando e sperando insieme a coloro che il mondo ha scartato, ma Dio ha scelto”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano