Papa in Angola: “rompere la catena di interessi che riduce la vita a merce di scambio”

“Troppe volte si è guardato e si guarda alle vostre regioni per dare o, più spesso, per prendere qualcosa”. Lo ha denunciato il Papa nel primo discorso in Angola, rivolto da Luanda alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico. “Occorre rompere questa catena di interessi che riduce la realtà e la vita stessa a merce di scambio”, il monito: “L’Africa è per il mondo intero una riserva di gioia e di speranza, che non esiterei a definire virtù politiche, perché i suoi giovani e i suoi poveri sognano ancora, sperano ancora, non si accontentano di ciò che già c’è, desiderano rialzarsi, prepararsi a grandi responsabilità, giocarsi in prima persona”. “La saggezza di un popolo non si lascia spegnere da nessuna ideologia e davvero il desiderio di infinito che abita il cuore umano è un principio di trasformazione sociale più profondo di qualsiasi programma politico o culturale”, ha assicurato il Pontefice: “Sono qui, tra voi, a servizio delle energie migliori che animano le persone e le comunità di cui l’Angola è un mosaico coloratissimo. Desidero ascoltare e incoraggiare chi già ha scelto il bene, la giustizia, la pace, la tolleranza, la riconciliazione. Allo stesso tempo, insieme a milioni di uomini e donne di buona volontà che sono la prima ricchezza di questo Paese, intendo anche invocare la conversione di chi sceglie strade opposte e impedisce il suo sviluppo armonico e fraterno”.

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