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Ue: criminalità organizzata e reclutamento minori, l’Europa lancia l’allarme. “Fenomeno in crescita”

Il Parlamento europeo lancia l’allarme sul reclutamento di minori da parte della criminalità organizzata. Nella riunione della commissione parlamentare Libertà civili, Commissione europea ed Europol hanno fatto il punto su prevenzione e cooperazione transfrontaliera per un fenomeno definito “non più sporadico ma una tendenza davvero preoccupante”. La sessione ha richiamato gli eventi di Ceuta mettendo al centro del dibattito l’uso di social e messaggistica cifrata per reclutare ragazzi nella cosiddetta “violence as a service”, l’esternalizzazione a pagamento di atti violenti, comprese sparatorie e omicidi su commissione. La Commissione europea sta lavorando a un piano d’azione sulla protezione dei minori dalla criminalità, atteso entro fine anno. Olivier Onidi, vicedirettore generale degli Affari interni, ha parlato di un fenomeno partito da piccoli reati ma in rapida escalation verso contratti di omicidio, con dimensione paneuropea e doppia componente online e offline. Il piano annunciato seguirà i principi già usati contro la radicalizzazione, con forte prevenzione oltre a una revisione del quadro penale sulla criminalità organizzata. Jean-Yves Goriot, capo dell’unità Europol sulla criminalità organizzata, ha illustrato la “violence as a service”, con cui i gruppi criminali esternalizzano la violenza per sostenere i loro traffici, compreso un “glossario” composto anche di emoji e termini convenzionali.

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