Libano: Save the Children, più di 7 bambini al giorno uccisi o feriti in sei mesi di violenze

Quasi 1.300 bambini sono stati uccisi o feriti, una media di oltre sette bambini al giorno, nei sei mesi successivi alla più ampia escalation israeliana in Libano degli ultimi decenni. Lo dichiara Save the Children, sottolineando che – nel momento più critico – l’offensiva ha causato lo sfollamento di oltre un milione di persone, molte delle quali non sono ancora riuscite a tornare nelle proprie case. Nonostante il cosiddetto cessate il fuoco di giugno, per i bambini in Libano l’emergenza è tutt’altro che conclusa. Circa 348.800 persone sono ancora sfollate all’interno del Paese, senza sapere se e quando potranno fare ritorno alle proprie case e ricostruire il proprio futuro. Dal 2 marzo, almeno 4.348 persone sono state uccise e 12.300 ferite nei bombardamenti aerei condotti dalle forze israeliane. Tra le vittime si contano almeno 257 bambini uccisi e 1.039 feriti. I dati includono almeno 355 persone morte nei raid aerei israeliani successivi all’annuncio del cessate il fuoco del 19 giugno, secondo i dati del Ministero della Salute Pubblica. L’ultima vittima è stata un bambino morto lunedì a causa dell’esplosione di una bomba a grappolo rimasta sul terreno dopo gli attacchi israeliani nel sud del Libano.
Nel Libano meridionale, epicentro della crisi degli sfollamenti, gli abitanti di circa 55 villaggi situati lungo il confine continuano a subire limitazioni nell’accesso alle proprie comunità a causa delle operazioni militari israeliane ancora in corso. Molte di queste persone hanno assistito alla distruzione dei loro villaggi e delle loro case.
Per le famiglie rientrate nei propri villaggi, la normalità resta ancora lontana. Molte si sono ritrovate davanti a case e infrastrutture distrutte o danneggiate, mentre i bambini continuano ad avere un accesso limitato a servizi fondamentali, tra cui scuole e ospedali. Almeno 100.000 bambini – denuncia l’organizzazione – rischiano di perdere il prossimo anno scolastico se non verranno intraprese con urgenza azioni per ripristinare il sistema scolastico libanese. Negli ultimi sei mesi, secondo un’indagine nazionale condotta dal Ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione Superiore, 340 scuole sono state danneggiate o distrutte. I danni alle infrastrutture idriche hanno colpito più di 700.000 persone nel Libano meridionale, mentre oltre 41.000 unità abitative nella stessa regione sono state danneggiate o distrutte.

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